La giostra del tempo: cambiare vita | Ombretta Restelli

La giostra del tempo: cambiare vita | Ombretta Restelli

Tra la vertigine dei ricordi e l’incanto dell’infanzia, una profonda riflessione al femminile sul ciclo della vita: quando la giostra del tempo si ferma all’improvviso, tocca al cuore trovare il coraggio di spendere un nuovo gettone e ricominciare a sognare.
Spesso mi fermo a guardare indietro, cercando un filo conduttore nei giorni che passano, in quel continuo alternarsi di inizi e conclusioni che scandiscono i nostri anni. È una riflessione profonda sui ritorni e le ripartenze dell’esistenza. Mi ritrovo a osservare i frammenti della mia vita e a interrogarmi su ciò che stringo tra le mani ogni volta che una fase si chiude. E alla fine cosa rimane? L’ennesimo giro di giostra…
C’è una strana lucidità che arriva solo quando il movimento si ferma, una consapevolezza che si fa strada nel silenzio della fine. Che sensazione strana quando ti accorgi che il giro è finito ma che non è stato nemmeno annunciato. Non sai nemmeno quanti giri hai fatto da quanto forte ti girovagava la testa… Ci lasciamo travolgere dagli eventi, dalla velocità dei giorni, dall’intensità di tutto ciò che proviamo, perdendo il conto del tempo. Nella mia vita ho sempre cercato di vivere a pieno, senza risparmiarmi, portando con me una scorta immensa di amore, sogni e possibilità. Avevo un’infinità di gettoni nella tua tasca per te e messi a disposizione anche con chi avevi deciso di condividere la gioia, l’entusiasmo, la stessa esaltazione di un bambino all’interno di un parco di divertimento. Perché la felicità non è mai una questione solitaria; per me è sempre stata condivisione, il desiderio profondo di vedere lo stesso stupore negli occhi di chi mi camminava accanto.
Ricordo perfettamente l’incanto di quei momenti in cui tutto sembrava perfetto e infinito. La curiosità, le luci, i suoni, le risate sinonimo di felicità, quella gioia che hai nel cuore quando tutto si trasforma… È lo stato di grazia in cui l’ordinario diventa straordinario, in cui il futuro sembra una promessa luminosa e lo spazio per creare è immenso. Ma la vita, con la sua realtà spesso disincantata, ha un tempismo spietato. Le speranze, le aspettative, le progettualità che bruscamente vengono interrotte quando ti fanno notare che i gettoni sono finiti. Stop! Nessun altro giro! Arriva quel momento esatto in cui il meccanismo si arresta, la musica si spegne e ti scontri con il limite di una fine che non avevi scelto.
Rimanere a terra, mentre la giostra rallenta fino a fermarsi, lascia addosso un senso di vuoto e di nostalgia per quello che poteva ancora essere. Anche se tu avresti voluto che durasse per l’eternità… C’è una parte di me che si rifiuta di accettare la fine delle cose belle, che vorrebbe trattenere quel calore per sempre. E non importa se quella felicità è rivestita di un corpo adulto. Sotto la superficie della maturità, dietro le responsabilità e la razionalità dei miei anni, batte ancora lo stesso cuore vulnerabile di un tempo, capace di entusiasmarsi e di soffrire con la stessa disarmante purezza.
Eppure, proprio quando tutto sembra concluso e lo sguardo è rivolto a terra, sento il rumore degli ingranaggi che si rimettono in moto per qualcun altro, o forse di nuovo per me. Altro giro, altro regalo… la metafora ironica del ciclo che ricomincia… Questa frase, che un tempo sembrava solo un invito leggero, diventa la chiave per comprendere la resilienza dell’anima. Ogni fine porta in sé il germe di un nuovo inizio. La giostra non si ferma mai davvero; cambia solo il nostro modo di salirci a bordo, pronte, ancora una volta, a spendere il prossimo gettone.
Guardando i binari vuoti prima che la musica ricominci, capisco che la vera bellezza non sta nella durata del viaggio, ma nella nostra immutata capacità di lasciarci sorprendere. Accettare la fine di un ciclo non significa arrendersi, ma fare spazio a una nuova meraviglia che ancora non conosciamo. Oggi scelgo di non guardare i gettoni esauriti con rammarico, ma di custodire la vertigine e la gioia di aver girato così forte. In fondo, vivere significa proprio questo: avere il coraggio di rimettersi in fila, con lo sguardo curioso e il cuore aperto, pronte a lasciarsi spettinare dal vento del prossimo inizio.
Ombretta Restelli

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