Frammenti di sale. Gabriele Nastro

Frammenti di sale. Gabriele Nastro

Frammenti di sale.
Gabriele Nastro: fotografia e narrazione tra l’Adriatico, l’entroterra e laboratori d’autore.

Tutto è iniziato piano piano, in punta di piedi, scatto dopo scatto…
Un bambino timido che cerca di affrontare le proprie insicurezze, restando un passo indietro, per osservare meglio il mondo che lo circonda, mentre tutti gli altri suoi coetanei scorrazavano per la spiaggia, lui cercava un filtro che fosse al tempo stesso uno scudo e una finestra: l’obiettivo di una macchina fotografica.

Dietro quel vetro, la sua introversione si trasforma in attenzione pura. Impara a catturare dettagli che agli altri sfuggivano: il modo in cui la luce taglia l’onda un istante prima che si infranga, o l’alga che rimane sulla battigia nel momento in cui il mare si ritrae.
Oggi, il mare della Riviera adriatica, è diventato il suo specchio ed il suo appuntamento quotidiano, non cerca lo scatto perfetto, ma il frammento vero: quel momento di quiete profonda, anche in mezzo al caos dell’estate romagnola, che solo chi sa restare in disparte, in ascolto, riesce a catturare.

Gabriele Nastro, pesarese, classe 1972, ha costruito il suo sguardo attraverso percorsi apparentemente distanti. Dopo il diploma in Agraria presso lo storico Istituto di Villa Caprile (PU), ha proseguito gli studi in Scienze Politiche a indirizzo giornalistico all’Università di Urbino, formazione che quasi sicuramente ha nutrito la sua attitudine nonchè la passione al racconto visivo.
Oggi la sua vita si muove lungo il confine tra Romagna e Marche, se a Cattolica esprime il suo senso di accoglienza come titolare di un ristorante dal 2006, è nel tempo che, tra uno scatto e l’altro, Gabriele Nastro ritrova la sua dimensione più intima.
La sua fotografia è un ponte tra sé e il mondo: non solo un modo di guardare, ma immergersi completamente nella realtà e restarci, protetto dal suo strumento indispensabile: la fotocamera.

La scintilla scoccò nell’esatto momento in cui Gabriele, riguardando una foto immortalata dal padre, che lo ritrae con una macchina fotografica tra le mani, decise di iniziare il suo percorso da autodidatta, con uno stile unico e delicato, cominciando così ad esprimere il suo Io artistico…
Da quel preciso istante sono passati trentadue anni, decenni in cui ha sperimentato, sviluppato e raffinato la sua arte, trasformando quella curiosità infantile in una visione matura e profonda.

Siamo nel 2023  attraverso un itinerario visivo denominato Progetti sul territorio della riviera Adriatica, Gabriele Nastro espone alla Galeria Santa Croce a Cattolica: ‘Vongolari’, cinquanta ritratti in bianco e nero, una scelta autoriale per dare un’espressione al mare, attraverso i volti e gli sguardi di chi lo vive per mestiere, una quotidianità fatta di acqua, ferro e fatica, custodi ed eredi delle nobili tradizioni marinare cattolichine.
Il suo percorso prosegue con la serie ‘Alphaville’, ospitata ne 2011 presso Garage Contemporary di Gabicce Monte e successivamente esposta a San Mauro Pascoli al Cantiere Artistico Mir Mar, dove curatori e critici ne hanno riconosciuto l’alto valore artistico e documentaristico di un’indagine fotografica che descrive pienamente la stagione estiva romagnola.
Osservando questi scatti si riesce a percepire tutto: la fatica fisica, lo stress mentale, la calura opprimente e la calca di persone che si ‘abbrustoliscono’ al sole; è il racconto di un contrasto di rumori e luci, tra il dovere del lavoro e lo svago della vacanza, tutto concentrato nell’arco di pochi mesi, un vero e prorpio bulirone, restituito allo spettatore con una forza visiva straordinaria.

Un’altra importante installazione fotografica e multimediale, patrocinata dall’Ente locale, realizzata da Gabriele Nastro, curatrice Laura D’amico, con la collaborazione ed il supporto tecnico/sonoro di Lorena De Bonis (moglie di Gabriele), intitolata: ‘L’Altro Mare’, progetto inaugurato nel 2022, ideato per dare vita al Missisipi, struttura iconica che sorge direttamente sull’acqua, riqualificata come contenitore culturale dal Comune di Gabicce Mare; un percorso di immagini, video che evidenziano il legame tra la popolazione ed il mare d’inverno dopo il periodo Covid e punto di nascita di una proposta culturale: l’Associazione ‘Altro Mare’, un osservatorio di cultura balneare, basata su foto dai colori delicati, grafica, suoni e musica per attutire il rumore quotidiano, spunto di riflessione per quanto riguarda il turismo e la balneazione; l’Associazione che ospita anche la Biblioteca Balneare, ha inaugurato la propria sede il 6 dicembre 2025 in via Cesare Battisti 77 a Gabicce.

Fotografare, per Gabriele, significa estrarre l’essenza della Riviera, le sue mostre sono un unico, grande diario dedicato all’Adriatico, le sue immagini non sono semplici documenti ma respiri salmastri, uno spaccato sacro di verità romagnole.

Nel 2024/2025 ‘Bagno 13’, una nuova parentesi, uno stabilimento balneare immaginario, aperto anche d’inverno, custode di estive routine di bagnini e villeggianti di Gabicce.
Ardere/Ardire debutta nel giugno del 2025 in occasione della suggestiva ‘Notte delle Streghe’ di San Giovanni in Marignano.
Allestita all’interno della Vecchia Pescheria, questa mostra partecipata ideata da Gabriele Nastro, espone quaranta ritratti fotografici a grandezza naturale, opere create dal primo Laboratorio di Fotografia ‘Biblio Up’ presso la biblioteca comunale, dove Gabriele, ha coordinato giovani talenti femminili nel dare forma ad una visione collettiva; suddetto progetto è stato candidato per la Biennale di Fotografia Femminile 2026 a Mantova.
Il percorso prosegue con ‘Sedimenti’. Esplorazioni di tracce sommerse’ ed è attualmente allestita presso l’Arboreto Teatro-Dimora di Mondaino, antico borgo dell’entroterra riminese.  Dal 4 novembre 2025, questa ‘vocazione’ alla condivisione si sposta alla Civica Università di Cattolica, qui Gabriele tiene un corso di Fotografia con l’intento di non limitarsi alla sola tecnica, ma di ‘tramandare’ trent’anni di vissuto e sensibilità dietro l’obiettivo.

Nel corso della sua lunga esperienza, l’intenzione di Gabriele Nastro, non è mai stata la ricerca della fama o del riconoscimento pubblico, quanto le conquiste di un ‘linguaggio’ consapevole.
La sua fotografia è una forma di consapevolezza interna, un atto puro e non legato all’ego, che trasforma ogni scatto in un viaggio introspettivo.
Dalla sua prospettiva, tra il sale della Riviera e i silenzi dell’entroterra, Gabriele Nastro continua a cercare non solo l’immagine perfetta, ma tutte le risposte necessarie per capire chi è realmente.

Ombretta Restelli.

 

 

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