Vampiri energetici | Ombretta Restelli
Quando la lamentela degli altri ti prosciuga
Mamma mia oggi che pesantezza.
Ma proprio una roba che si taglia con il coltello, sapete? Non so se a voi sia mai capitata una situazione del genere, ma oggi ho un carico sulle spalle che è non indifferente. Mi sento letteralmente schiacciata. Avete presente quelle giornate in cui vi svegliate con le migliori intenzioni, magari c’è anche il sole, e poi, nel giro di qualche ora, vi ritrovate addosso il peso del mondo intero senza nemmeno sapere come sia successo? Ecco, esattamente così. Per carattere io sono una persona che cerca sempre di aiutare qualcuno. Fa proprio parte di me, non ci posso fare niente. Se vedo un amico in difficoltà, se sento che qualcuno a cui voglio bene sta passando un brutto momento, io ci sono. Cerco di esserci sempre, perlomeno per le persone che conosco e a cui tengo davvero. Ci sono con una parola di conforto, con un piccolo gesto, con un abbraccio, insomma, tutto nei limiti delle mie possibilità, ovvio. Non sono un supereroe e non ho la bacchetta magica. Però ci provo. Metto a disposizione il mio tempo e il mio cuore. Ogni tanto, però, mi riesce veramente faticoso. Anzi, diciamo le cose come stanno: a volte è un massacro emotivo. Perché dopo aver ascoltato la persona di turno per ore, mi ritrovo a casa stanca, completamente scarica a livello energetico. Mi guardo allo specchio e mi sento svuotata, come se avessi lavorato una giornata intera in miniera a spaccare pietre. Ma è capitato anche a voi di sentirvi così prosciugati da un semplice dialogo? Vi siete mai chiesti dove finisca tutta la vostra energia dopo aver fatto da confidenti?
Lo sfinimento vero e proprio deriva però dal fatto che non c’è verso. Ragazzi, non si riesce in nessun modo neanche a far vedere a queste persone un barlume di luce, una minuscola via d’uscita. Niente da fare. Sono tanto, troppo sommerse dall’oscurità e soprattutto dalla lamentela cronica e dal pessimismo cosmico. Sembra quasi che ci sguazzino in quel fango. In diversi modi cerco di essere comprensiva, ci provo davvero con tutta me stessa. Cerco di ascoltarle senza giudicare, di mettermi nei loro panni e di parlare sempre in modo costruttivo, sperando che riescano a trovare almeno un singolo lato positivo su ciò che le sta affliggendo. Ma cavolo, è come essere una palla che rimbalza contro un muro. Tu lanci positività, lanci soluzioni, lanci speranza, e tutto ti torna indietro identico a prima, senza aver scalfito minimamente il problema. Ora, io sono una persona normalissima, non sono una psicologa, non sono un guru spirituale e non ho certo la presunzione di far cambiare idea a nessuno. Ognuno vive le proprie emozioni come crede. Ma dal momento che ogni benedetta volta che ci vediamo hai bisogno di fare quattro chiacchiere, di sfogarti, di chiedere un consiglio, perché non provi ad ascoltarmi? Se mi chiedi un parere, perché poi lo ignori totalmente e continui a ripetere le stesse cose a ciclo continuo? Magari se provassi ad applicare anche solo un piccolo suggerimento qualcosa migliora, o no? Perché continuare a sbattere la testa contro lo stesso spigolo rifiutando ogni mano tesa?
A volte sono proprio gli amici più cari che ti scambiano per un cestino della spazzatura. Un “luogo” comodo dove versare tutte le loro disperazioni, le loro lagne quotidiane, le paranoie più assurde. E la cosa che mi fa più rabbia è che non si rendono conto dell’effetto che fanno. Loro, dopo aver vomitato addosso a te ogni singolo pensiero negativo, se ne vanno. Rimangono magari con le loro solite recriminazioni, d’accordo, ma si sentono decisamente più leggeri. Hanno scaricato il pacco. Intanto tu rimani lì, immobile, e sei talmente appesantita dalle loro tossine che quasi quasi non riesci a respirare. Ti ritrovi con il mal di testa, l’ansia riflessa e lo stomaco sottosopra. Allora io mi domando, ma l’amicizia non dovrebbe essere uno scambio reciproco? Non dovrebbe essere un dare e ricevere che fa stare bene entrambi? Com’è possibile che una persona che dice di volerti bene non si accorga che ti sta letteralmente soffocando con i suoi problemi?
Allora io dico: vuoi o non vuoi essere più ottimista? Vuoi fare questo benedetto scatto di crescita e cercare di capire che i lamenti lasciati così, fini a se stessi, non ti portano assolutamente a nulla?! La lamentela è come una sedia a dondolo: ti tiene occupato, ma non ti porta da nessuna parte. Anzi, ti blocca. Bisogna cercare di aiutarsi in qualche modo, darsi una scossa, cambiare la prospettiva di vedere le cose. E soprattutto bisogna sforzarsi di percepire la vita che, nonostante tutte le difficoltà e i casini quotidiani, non fa proprio così schifo, porca miseria! La vita è un dono pazzesco, ma se passiamo il tempo a guardare solo la macchia sul muro, ci perdiamo tutto il resto della stanza colorata. Inoltre ho notato una cosa spiacevole, una tendenza che mi manda davvero fuori di testa. Purtroppo proprio le persone meno “bisognose” in senso lato, quelle che hanno una bella casa, un lavoro stabile, la salute e una famiglia, tendono a essere i peggiori lamentoni della terra. Ma come fa a mancarti sempre qualcosa quando hai già tutto l’essenziale? Dajeee ragazzi, se pensate un attimo alla fortuna che avete, vi renderete conto da soli che quelle per cui piangete sono solo piccole menate, c’è ben altro di grave al mondo!
Mamma mia, ne fanno una tragedia greca per ogni minima sciocchezza! Un ritardo in posta, un cameriere distratto, un contrattempo banale e parte il dramma esistenziale. Non riescono proprio ad andare oltre il proprio ombelico. Io voglio un gran bene ai miei amici, sia chiaro. Ci sono sempre stata e ci sarò sempre per loro nei momenti del bisogno vero, quando la vita picchia duro sul serio. Ma ragazzi, una giornata come oggi anche no… Oggi mi avete prosciugato. Una ruota sgonfia a confronto ha più energia di me in questo momento. Mi sento un guscio vuoto. Ma voi come vi comportate quando vi accorgete che un amico vi sta usando solo come spugna emotiva? Riuscite a mettere dei paletti, a dire “adesso basta”, oppure subite in silenzio come ho fatto io oggi per non ferire i loro sentimenti? A volte penso che dovremmo imparare l’arte del sano egoismo, quella capacità di proteggere la nostra pace mentale prima che gli altri la facciano a pezzi. Non significa essere cattivi, significa sopravvivere. Perché se diventiamo aridi noi, poi non avremo più nulla da dare a nessuno, nemmeno a chi se lo merita davvero.
Forza, coraggio e credete di più in voi stessi, sempre!!!
Smettetela di piangervi addosso e iniziate a guardare avanti con il sorriso, che la vita è troppo breve per passarla a lamentarsi. E voi che mi leggete, cosa ne pensate? Avete anche voi nella vostra cerchia quegli amici “vampiri energetici” che vi lasciano stesi sul divano dopo soli dieci minuti di conversazione? Ho proprio bisogno di confrontarmi con voi e di capire se sono io troppo sensibile oggi o se capita anche a voi di voler scappare su un’isola deserta per avere un pò di pace.
Ombretta Restelli
