Pensieri fissi: la mia guerra persa | Ombretta Restelli
Evanescenti, impercettibili, eppure quando vengono chiamati in causa per via di un gesto, per una parola o semplicemente per disattenzione, eccoli scatenarsi. Allora io mi domando se sia così fondamentalmente necessario ostinarsi a comprendere e combattere l’incorporeo…
Quando arriva un pensiero fastidioso, non cercare di cacciarlo e non iniziare a discuterci. Immagina di essere seduta sulla riva di un fiume: il pensiero è solo un ramo che galleggia e passa oltre. Tu resta sulla riva.
Invece di focalizzarti su cosa stai pensando, ad esempio: “Sto pensando a quel problema irrisolvibile”, prendi le distanze dicendo a te stessa: “In questo momento la mia mente sta producendo pensieri”. Ti aiuterà a ricordare che tu non sei i tuoi pensieri.
Beh… devo ammettere che ho provato ad esercitare la mia mente seguendo qualche consiglio, cercando di visualizzare il cielo cosparso di nuvole e con la mano spostavo le nuvole fuori dal mio campo visivo, gesto metaforico per poter scacciare i pensieri logoranti dalla mia mente, fortuna vuole che questo esercizio l’ho eseguito a casa altrimenti sarebbero venuti a prendermi, sirene spiegate e con la camicia di forza. Come potete ben capire non ha funzionato o meglio solo qualche minuto di pace mentale e poi tutto ritornava come prima anzi peggio perchè sono nati altri pensieri…
Non avete benché la minima idea di quante energie riesco a sprecare nell’arco della giornata, ci sono giorni che arrivo talmente sfinita che sembro uno zombie oppure paradossalmente divento ancora più pensante basandomi sull’astrusa teoria del ‘più penso e meno penso’.
Sembro un concentrato, in versione femminile, di Don Chisciotte nella terra infinita dei mulini a vento, una combattente del pensiero, una disperata alla ricerca della quiete mentale.
Lo so, devo farmi vedere da uno bravo…
Ho capito che fare la guerra a ciò che non si può toccare è solo un enorme fatica. Non serve a nulla combattere contro il fumo. La vera soluzione per me probabilmente è questa: smettere di voler governare a tutti i costi il traffico della mia mente.
Forse l’unica scelta logica, e soprattutto l’unica che ci fa vivere meglio, è imparare a guardare i nostri pensieri mentre passano, lasciandoli fluire liberi proprio com’è giusto che sia, senza mettere nessun posto di blocco.
La mente produce pensieri proprio come il cuore batte o i polmoni respirano. Accetta che ci sia del rumore mentale senza l’obbligo di doverlo risolvere o decifrare a tutti i costi.
Ombretta Restelli
