Attaccati al tram | Ombretta Restelli

Attaccati al tram | Ombretta Restelli

Dal fenomeno dell’aggrappamento allo squallore delle chat sui social: la mia riflessione sul non corteggiamento e sulla mancanza di rispetto online.
Inizio così, senza tanti preamboli.
Diretto, come è arrivato a me…
Ti piace l’aggrappamento?
Scusa??
Ti piacerebbe aggrapparti a questo pisello?
Aggrappati e fammi vedere un po’ come si fa.
P.S.: foto allegata.
Mi viene il vomito!!!!
Oggi purtroppo ti vogliono conoscere così, dietro una chat sfacciata di un qualsiasi social, covo di insicurezze e presunzioni. Dove viene inibita qualsiasi forma di rispetto, di educazione, di stile; un format di non corteggiamento, in cui ci si sente forti, coraggiosi e soprattutto in ‘regola’… Disinibendo per contro ogni forma di volgarità, come se una donna, dopo aver letto certe minchiate, dovesse sentirsi lusingata, corteggiata, onorata e persino in ‘debito’ di cotante attenzioni.

Il tempo lascia il tempo che trova, peccato però che, già dal primissimo approccio, non venga dato un qualsiasi tipo di valore alla reale conoscenza, che sia per un caffè o per una passeggiata…
L’apprezzare potrebbe arrivare dopo la scopata, allora, forse, sì…

Non tralasciamo oltretutto che, l’aggrappamento comprende tassativamente, per qualsiasi tipo di prestazione data o ricevuta, un rimborso pari ad una cena, regali vari, momenti di relax in una spa extra lusso; persino un ‘ciao, come stai?’ è sinonimo di ‘prestazione sessuale’ e quindi meritevole di ricompensa…
A volte mi capita di ricordare questo messaggio ricevuto, è come leggere uno squallido listino prezzi dei rapporti umani, appeso ad un muro fatiscente.
Mi rendo conto che non stiamo parlando solo di cafoni da tastiera.
Qui siamo davanti a qualcosa di più profondo e spaventoso: il modo di conoscersi e di piacersi è diventato come fare la spesa al supermercato, dove gli scaffali sono semi vuoti e la merce è riposta disordinatamente e scaduta, scadutissima!
C’è questa pretesa assurda che tutto debba avere un prezzo fisso e un ritorno immediato, come se scambiare due parole fosse un investimento di tempo che va assolutamente ripagato sotto le lenzuola.
Se ci penso, tutta questa fretta di arrivare subito al sodo tradisce solo una grandissima immaturità, insicurezza, paura e distorsione della realtà. Questi uomini nascosti dietro uno schermo non sanno più cosa significhi l’emozione di un primo appuntamento, l’attesa di un bacio, o il semplice brivido di un rifiuto davanti a un caffè. Allora la buttano subito sul maschio Alpha dalle mille accattivanti prestazioni, sul volgare che stravolge, sul sesso usa e getta, ma perché?!
Semplice: è più facile.
È una maschera ridicola indossata per non mettersi in gioco davvero con una persona reale, in carne e ossa.
Ma la cosa che mi fa più imbestialire è la pretesa che noi si debba pure sorridere, stare al gioco e sentirci onorate da certe schifezze.
Io ho deciso che non ci sto più… in onor del vero non ci sono mai stata!
Pretendere educazione e volere che un “ciao” resti solo un saluto cordiale, e non un acconto per portarmi a letto, non significa essere all’antica o bacchettone.
Significa solo difendere la propria dignità in un mondo virtuale che sembra aver perso completamente la bussola.
Ombretta Restelli

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