PAURA DELLA FELICITA’? | Ombretta Restelli

PAURA DELLA FELICITA’? | Ombretta Restelli

Gestire l’ansia d’attesa e il blocco emotivo: perché a volte abbiamo paura della felicità e come ritrovare l’equilibrio interiore.
Sapevate che la parola ansia deriva dal latino angere, che significa letteralmente stringere? Ecco, io lo sapevo bene.
Avevo appena finito di risolvere il mio solito problema con la fretta, ed eccomi qui, catapultata dritta dentro un problemone ancora più grande. Sento che mi si è stretto il polmone emozionale, che è il modo in cui mi piace definire la mia parte respiratoria emotiva.
È proprio lì che risiedono le mie trepidazioni, i miei turbamenti, la mia gioia e i miei dolori: insomma, tutto ciò che sfugge alla logica razionale ma che rappresenta l’ossigeno puro per la mia anima.
Il fatto strano è che siamo abituate ad accostare l’ansia a una minaccia o a una paura negativa. In questo preciso istante però, io mi ritrovo ad avere paura di una cosa bellissima.
Sembra un controsenso totale, vero? Lo so, ma la verità è che sto soffrendo di una fortissima ansia d’attesa. Aspetto con una trepidazione pazzesca di rivedere una persona davvero speciale per me. Sono in una fase di attesa che dura ormai da tanti mesi. No, non sono incinta, ma se vogliamo passare questa metafora, sto partorendo un incontro.
Ogni singolo giorno della mia vita immagino, sogno, fantastico e cerco di organizzare tutto nei minimi dettagli affinché sia perfetto, accogliente e meraviglioso.
Ma sapete cosa organizzo in realtà?
Praticamente solo la mia ansia.
A un certo punto mi sono detta che dovevo dare un freno a questo pensiero fisso e costante, cercando un modo per distrarre la mia mente e far scorrere i giorni in totale serenità. Ho preparato una vera e propria compilation mentale delle cose da fare.
Mi sono imposta di camminare ogni giorno all’aria aperta per rilassarmi e mantenere il peso forma, di uscire la sera per un caffè e fare due chiacchiere, di pranzare con un’amica, di leggere un libro o di sbrigare le solite commissioni di routine quotidiana. Ho persino cercato di scrivere, di sfogarmi al telefono con le amiche più care, di pianificare una vacanza e di fare spazio al nuovo buttando via vestiti e oggetti che non uso più.
Tutto perfetto, sulla carta. Ma alla fine mi sono dovuta scontrare con la realtà: devo aspettare ancora. E la parte più difficile è non sapere per quanto tempo. Tutta la mia bellissima programmazione protettiva è crollata e mi sono accorta di aver fatto ogni cosa con il pensiero fisso rivolto alla fine di questa attesa. È un circolo vizioso pericoloso: più entriamo nella paura che i nostri sogni non si realizzino, più i dubbi aumentano, alimentando un’ansia che blocca i fatti, genera negatività e ci fa perdere di vista la nostra stessa esistenza.
Ho capito che devo fare uno sforzo enorme per rimanere salda al centro del mio universo, lasciando che il resto mi giri intorno e non il contrario. Tutto ciò che sto aspettando è già destinato a me, fa parte di una magia già scritta e per questo non dovrei preoccuparmi di nulla. So che è così perché lo sento nel profondo. È il mio sesto senso emotivo, la fiducia incrollabile che ripongo in questa storia d’amore. In passato ho sperimentato che quando abbandono l’attaccamento morboso verso un risultato, le cose accadono da sole.
Questa volta il processo è solo più faticoso perché l’oggetto del mio desiderio è una situazione splendida. È assurdo avere paura della felicità, ma forse mi succede perché era da tantissimo tempo che non mi sentivo così pienamente appagata. Le cose straordinarie e le persone speciali arrivano proprio quando trovi il tuo equilibrio interiore. La felicità non è un concetto astratto: è tangibile, reale, sicura e potente.
Forse non ero del tutto preparata a riceverne così tanta, ma sto così bene che ne voglio ancora. È la cosa più desiderabile al mondo, al punto che mi sembra quasi di non aver mai provato una gioia simile in tutta la mia vita. La felicità non si può dosare: quando bussa alla porta bisogna afferrarla tutta. Abbiamo il sacrosanto diritto di essere felici, quindi pussa via brutta ansia, pussa via negatività e dubbi.
Non importa se la gioia si nasconde nelle piccole o nelle grandi cose, l’importante è vivere una felicità da fare schifo e, se questo farà morire d’invidia qualcuno, chissenefrega.
Solo felicità, sempre e ovunque.
Ombretta Restelli

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