Pensieri fissi: la mia guerra persa | Ombretta Restelli

Pensieri fissi: la mia guerra persa | Ombretta Restelli

Diario di una combattente contro i mulini a vento della mente.
Viviamo in un’epoca ossessionata dal controllo oppure semplicemente è la mia, di epoca.
Siamo abituati a pianificare le nostre giornate, a monitorare le nostre performance e a cercare di governare ogni singolo aspetto della nostra vita. Questo bisogno di ordine, però, si scontra inevitabilmente con la nostra realtà interiore. Spesso pretendiamo di applicare la stessa rigidità manageriale anche alla nostra mente, trasformando il nostro mondo interiore in un campo di battaglia. Ma è davvero possibile, o sensato, provare a mettere in gabbia la nostra stessa coscienza?
I nostri pensieri sono fluidi, hanno la stessa identità dell’acqua, si adattano a qualsiasi forma, sono malleabili come la plastilina. Viaggiano come viandanti senza meta, al di là del tempo e dello spazio.
Evanescenti, impercettibili, eppure quando vengono chiamati in causa per via di un gesto, per una parola o semplicemente per disattenzione, eccoli scatenarsi. Allora io mi domando se sia così fondamentalmente necessario ostinarsi a comprendere e combattere l’incorporeo…
Quando mi fermo a osservare come funziona la mia mente, mi rendo conto di quanto sia assurdo il modo in cui cerchiamo di controllare tutto. Pretendiamo di mettere gabbie e recinti a qualcosa che, per sua natura, non ha confini. Quante volte mi sono impuntata a voler analizzare ogni singolo pensiero, a giudicarlo o a cercare di scacciarlo perché mi dava fastidio? Facendo così, però, commetto un errore banale: tratto l’acqua come se fosse un blocco di pietra.
Il modo in cui una riflessione si accende all’improvviso, magari per una parola sentita per caso o per un ricordo distratto, dimostra che questa lotta è inutile. La mente non si fa catturare. Anzi, più cerco di capire a tutti i costi perché sto pensando a una determinata cosa, più quel pensiero si ingrandisce e mi toglie il respiro.
Dicono che bisognerebbe applicare qualche esercizio quotidiano per cambiare o meglio per non cercare di controllare le nostre menate mentali:

Quando arriva un pensiero fastidioso, non cercare di cacciarlo e non iniziare a discuterci. Immagina di essere seduta sulla riva di un fiume: il pensiero è solo un ramo che galleggia e passa oltre. Tu resta sulla riva.

Invece di focalizzarti su cosa stai pensando, ad esempio: “Sto pensando a quel problema irrisolvibile”, prendi le distanze dicendo a te stessa: “In questo momento la mia mente sta producendo pensieri”. Ti aiuterà a ricordare che tu non sei i tuoi pensieri.

Beh… devo ammettere che ho provato ad esercitare la mia mente seguendo qualche consiglio, cercando di visualizzare il cielo cosparso di nuvole e con la mano spostavo le nuvole fuori dal mio campo visivo, gesto metaforico per poter scacciare i pensieri logoranti dalla mia mente, fortuna vuole che questo esercizio l’ho eseguito a casa altrimenti sarebbero venuti a prendermi, sirene spiegate e con la camicia di forza. Come potete ben capire non ha funzionato o meglio solo qualche minuto di pace mentale e poi tutto ritornava come prima anzi peggio perchè sono nati altri pensieri…

Non avete benché la minima idea di quante energie riesco a sprecare nell’arco della giornata, ci sono giorni che arrivo talmente sfinita che sembro uno zombie oppure paradossalmente divento ancora più pensante basandomi sull’astrusa teoria del ‘più penso e meno penso’.
Sembro un concentrato, in versione femminile, di Don Chisciotte nella terra infinita dei mulini a vento, una combattente del pensiero, una disperata alla ricerca della quiete mentale.
Lo so, devo farmi vedere da uno bravo…

Ho capito che fare la guerra a ciò che non si può toccare è solo un enorme fatica. Non serve a nulla combattere contro il fumo. La vera soluzione per me probabilmente è questa: smettere di voler governare a tutti i costi il traffico della mia mente.
Forse l’unica scelta logica, e soprattutto l’unica che ci fa vivere meglio, è imparare a guardare i nostri pensieri mentre passano, lasciandoli fluire liberi proprio com’è giusto che sia, senza mettere nessun posto di blocco.

La mente produce pensieri proprio come il cuore batte o i polmoni respirano. Accetta che ci sia del rumore mentale senza l’obbligo di doverlo risolvere o decifrare a tutti i costi.

Ombretta Restelli 

CONTATTAMI



Telefono:

+39 347 4602944

Invia un messaggio

    I campi con asterisco * sono obbligatori





    *Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.