Come stai | Ombretta Restelli

Come stai | Ombretta Restelli

Ti ho cercato stasera

Ti ho cercato stasera. Non per abitudine, non per riempire un vuoto di silenzio con parole di circostanza, ma per quella necessità profonda che muove i passi di chi ama davvero. Ho preso il telefono in mano, ho guardato lo schermo e poi ho guardato fuori dalla finestra, dove la luce del giorno lasciava lentamente spazio alle prime ombre della notte. In quel preciso istante, mentre il mondo intorno rallentava il suo ritmo frenetico, il mio pensiero è corso dritto da te.

Ti ho cercato per sapere come stai. È una domanda semplice, forse la più comune, eppure dentro di me risuona con un’eco immenso. Quando ti chiedo come stai, non mi aspetto una risposta formale, un “tutto bene” detto per cortesia o per stanchezza. Voglio sapere come sta la tua anima in quel preciso momento. Voglio sapere se cammini a passo leggero o se oggi i tuoi pensieri hanno il peso del piombo. Ti ho cercato per sapere come è andata la tua giornata, per raccogliere i pezzi delle tue ore lontane da me e poterti finalmente raccontare la mia. C’è una sacralità unica nel gesto di fine giornata in cui ci si siede idealmente l’uno di fronte all’altro, spogliandosi delle armature che indossiamo fuori casa, per consegnarsi reciprocamente il resoconto del proprio vissuto. È il nostro modo di ricongiungerci, di annullare la distanza fisica ed emotiva che le ore lavorative e gli impegni quotidiani scavano inevitabilmente tra noi.

L’amorevolezza, ne sono convinta, risiede interamente in questa cura millimetrica dei dettagli dell’altro. Non si nutre solo di grandi dichiarazioni o di gesti eclatanti, ma vive e pulsa nella costanza di un pensiero che si fa presenza, anche quando si è distanti. Saper accogliere il vissuto del proprio compagno significa sintonizzarsi sulla sua stessa frequenza emotiva, tendere l’orecchio per catturare anche i sospiri non pronunciati. Ti ho cercato proprio per questo: per stendere una rete invisibile capace di raccogliere ogni tua stanchezza e trasformarla in sollievo.

Mentre componevo il tuo numero, la mia mente ha iniziato a viaggiare lungo le possibilità della tua giornata. Ti ho cercato per sapere se il tuo cuore è sobbalzato per un’emozione, se c’è stato un momento in cui l’entusiasmo ha preso il sopravvento, facendoti battere il petto con quella forza pulita che tanto amo vedere in te. Volevo sapere se i tuoi occhi hanno sorriso, se hai incrociato lo sguardo di qualcuno o una situazione capace di accendere quella scintilla di pura gioia che ti illumina il viso e che, di riflesso, illumina anche me. Ma ti ho cercato anche per l’opposto. Ti ho cercato per sapere se le tue mani si sono chiuse in un pugno. Se la frustrazione, la rabbia o l’ingiustizia di questo mondo ti hanno costretto a contrarre i muscoli, a trattenere il respiro, a difenderti da un attacco invisibile. Se così è stato, avrei voluto essere lì per prendere quel pugno chiuso tra le mie mani,  fino a sentire le tue dita distendersi e rilassarsi, pronte a lasciare andare la tensione accumulata. Sentire come sta il proprio partner significa accettare di abitare non solo i suoi territori solari, ma anche le sue zone d’ombra, offrendo un porto sicuro in cui la vulnerabilità non è una debolezza, ma un punto di forza condiviso.

C’è un livello di intimità ancora più profondo, che va oltre i fatti nudi e crudi della giornata. È la dimensione in cui i pensieri prendono una forma quasi visiva, una consistenza che si può quasi percepire con i sensi. Per questo ti ho cercato: per sapere com’è il colore dei tuoi pensieri e che profumo ha il tuo tempo che scorre. Ci sono giorni in cui i pensieri sono di un azzurro limpido, capaci di farti respirare a pieni polmoni; altri giorni, invece, si tingono di un grigio nebbioso, denso, che rende difficile persino guardare al domani. Io voglio conoscere ogni sfumatura di quella tavolozza interiore. Voglio sapere se il tempo che hai vissuto oggi ha avuto il profumo fresco della pioggia primaverile o l’odore acre della fatica. Sapere che profumo ha il tuo tempo significa dare valore a ogni singolo attimo, riconoscendo che la tua vita, la tua evoluzione e i tuoi stati d’animo sono strettamente interconnessi ai miei, in un dialogo silenzioso ma costante che non si interrompe mai.

L’amore non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana di ascolto empatico. Quando impariamo a sentire l’altro, a percepire il mutamento del suo umore da un semplice cambio di tono nella voce o da una pausa più lunga del solito in un messaggio, allora abbattiamo ogni barriera. Questo tipo di sensibilità richiede una dedizione totale, un’attenzione pulita, priva di giudizio o di aspettative. Non ti cerco per chiederti qualcosa, non ti cerco per pretendere la tua attenzione; ti cerco per donarti la mia. In un’epoca in cui tutto corre velocemente e le relazioni rischiano di consumarsi nella superficie di interazioni rapide e distratte, fermarsi per chiedere sinceramente “come sta il tuo cuore?” è un atto rivoluzionario di pura gentilezza. Significa dire all’altro: “Tu esisti per me, la tua felicità mi sta a cuore e il tuo dolore mi riguarda”.

Oggi ti ho cercato perchè io senza di te non mi trovo. È una confessione che mi mette a nudo, che mostra tutta la mia dipendenza sana e profonda da te. Non si tratta di non saper vivere da soli o di una debolezza dell’anima, ma della consapevolezza che la mia geografia interiore ha un senso compiuto solo quando si specchia nella tua. Senza di te, i punti di riferimento sbiadiscono, le strade che percorro sembrano tutte uguali e meno luminose. Tu sei la mia bussola, il nord verso cui converge ogni mio pensiero felice, il luogo caldo in cui la mia mente torna sempre a riposare dopo le tempeste della giornata. Quando non so come stai, quando non conosco la traiettoria delle tue emozioni, mi sento come un marinaio che naviga a vista in mezzo alla nebbia, privato del faro per orientarsi. Trovarmi in te significa ritrovare la parte migliore di me stessa, quella capace di amare senza riserve, di ascoltare senza barriere e di proteggere la fragilità di un legame così prezioso. Per questo continuerò a cercarti, per assicurarmi che il tuo cammino sia sempre affiancato dal mio calore.

Ombretta Restelli 

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