L’Artigiano del Disegno: l’universo creativo di Alan D’Amico tra fumetti e giochi da tavolo

L’Artigiano del Disegno: l’universo creativo di Alan D’Amico tra fumetti e giochi da tavolo

Chi è Alan D’Amico: dai fumetti di Rat-Man alla scultura 3D per giochi da tavolo

Nasce a Rimini nel 1981, sotto il segno di una creatività che avrebbe presto trovato la sua strada. Figlio di ristoratori, Alan D’Amico cresce respirando l’atmosfera laboriosa della Riviera romagnola, ma con una passione innata che lo distingue fin da subito: quella per il disegno e, in modo particolare, per i fumetti. Nonostante oggi sia un professionista affermato e poliedrico, capace di spaziare dall’illustrazione alla scultura digitale, lui stesso ama definirsi con totale umiltà un “artigiano del disegno”. Questa definizione racchiude l’essenza della sua filosofia: unire il talento puro alla fatica della bottega, la visione artistica alla precisione millimetrica della tecnica manuale.
Dalla scoperta del talento alla formazione professionale
Quella per le matite e i colori è una vocazione precoce. La sua passione viene notata e valorizzata quando era ancora solo un adolescente dal suo maestro di disegno, il primo a scorgere in quel ragazzo un potenziale fuori dal comune. Alan, dal canto suo, possiede una dote fondamentale che spesso fa la differenza tra un semplice hobby e una carriera: la caparbietà. Già all’età di quattordici anni, con la determinazione tipica di chi ha trovato il proprio posto nel mondo, decide che del disegno ne farà una professione. Una promessa fatta a se stesso che, anno dopo anno, è diventata una solida realtà.
Il percorso formativo di Alan è strutturato e rigoroso. Per affinare le sue doti naturali e acquisire gli strumenti del mestiere, decide di intraprendere studi specialistici di alto livello. Frequenta prima la prestigiosa Scuola d’Arte di Urbino, un luogo intriso di storia e cultura visiva, e successivamente si iscrive alla Scuola Internazionale di Comics di Jesi. Qui frequenta per quattro anni un corso specialistico per disegnatori di fumetto, immergendosi nelle regole della narrazione sequenziale, dello studio anatomico e della composizione della tavola.
C’è però un dettaglio straordinario nella sua biografia, un particolare che sottolinea l’unicità del suo talento e la sua incredibile forza di volontà. Alan impara a disegnare, a esprimersi e a perfezionarsi grazie a una sua lieve forma di dislessia emersa nell’età adulta. Inizialmente, faticava a tradurre il pensiero direttamente in scrittura. Per superare questa barriera, ha intrapreso un percorso riabilitativo con l’aiuto di un logopedista. Per riuscire a scrivere in modo fluido, Alan ha dovuto elaborare e interiorizzare un percorso mentale speciale, strutturato in tre fasi precise: pensiero, immagine mentale o disegno, e infine parola scritta.
Si dice spesso che bisogna fare di necessità virtù. Per Alan questo non è stato solo un proverbio, ma una vera e propria rampa di lancio. Trasformare un limite in un punto di forza è diventato per lui un gioco stimolante, un meccanismo che ha potenziato a dismisura la sua capacità di visualizzazione spaziale e concettuale, rendendo la sua mente una macchina straordinaria per la creazione di immagini.
I primi passi nell’industria dell’animazione e del fumetto
I primi anni nel mondo del lavoro si muovono parallelamente ai suoi studi, incrociandosi con la frequenza del suo secondo anno scolastico alla Scuola di Comics. All’inizio, come accade a molti giovani artisti, si occupa della costruzione delle fondamenta delle storie altrui, creando prospettive, background e ambienti complessi. Lavora, ad esempio, alla realizzazione degli sfondi per importanti serie di cartoni animati di successo internazionale. Impossibile non citare le Winx, le celeberrime fate che hanno conquistato intere generazioni di bambini in tutto il mondo. Ve le ricordate, vero? Dietro la magia di quegli episodi c’era anche la precisione geometrica e l’occhio attento di Alan.
Successivamente, il suo percorso si sposta con decisione verso la nona arte. Per tre anni si specializza ulteriormente nella fumettistica, arrivando ad essere il cartonista per la serie Rat-Man, la creatura di Leo Ortolani, nonché uno dei personaggi più celebrati, amati e famosi dell’intero panorama del fumetto italiano. Le storie del celebre supereroe con le orecchie da topo sono state pubblicate da Panini Comics per decenni, diventando un vero e proprio fenomeno di culto, capaci di sbarcare persino sui canali RAI sotto forma di serie animata. In quel periodo florido, Alan progetta e collabora anche a produzioni per Mediaset, espandendo continuamente il proprio raggio d’azione.
Non soddisfatto dei traguardi raggiunti e spinto da una curiosità insaziabile, decide di esplorare la terza dimensione. Frequenta diversi corsi di scultura a mano e modellismo tradizionale, per poi convertire questa competenza artigianale nella scultura digitale tridimensionale (3D) studiando a Firenze. Questo passaggio dalla materia fisica ai pixel segnerà una svolta cruciale nella sua evoluzione professionale.
Il mondo dei giochi da tavolo: lo scultore di miniature
Con un bagaglio di esperienze di tutto rispetto, Alan decide che è giunto il momento di mettere a frutto ogni singola competenza acquisita. La sua passione per l’arte si fonde con un’altra sua grande dedizione: quella per i giochi da tavolo. Grazie all’unione tra le sue abilità nel disegno e gli studi approfonditi sulla modellazione 3D, Alan compie un ulteriore salto di qualità, diventando un professionista stimato nel settore ludico.
Oggi possiamo definirlo a tutti gli effetti un maestro scultore di miniature. Da questa specializzazione, la sua attività si espande a macchia d’olio, portandolo a lavorare con tutto ciò che gravita attorno all’universo dei giochi in scatola, sia per bambini che per un pubblico adulto. Dai modellini dettagliati alle illustrazioni delle scatole, dai tabelloni alle carte: Alan produce e cura praticamente tutto ciò che vedete e toccate quando aprite una confezione di un gioco da tavolo. Tra i suoi tanti progetti, realizza una nuova riedizione moderna del gioco da tavolo Il Mercante in Fiera.
La sua firma appare su prodotti di giganti del settore come Clementoni, Giochi Uniti e MS Edizioni. Alan si rivela un illustratore camaleontico, capace di adottare e personalizzare stili radicalmente diversi in base al target del prodotto e alle specifiche richieste degli editori. Spazia con disinvoltura tra i generi più disparati: dal fantasy classico ai complessi war games, fino alla geopolitica.
Un esempio perfetto di questa versatilità è Status (2026), un gioco da tavolo innovativo composto da carte simboliche che rappresentano concetti di geografia politica applicata. Si tratta di un’opera profonda che tocca argomenti complessi e di estrema attualità nel panorama internazionale contemporaneo, dimostrando come il gioco possa diventare uno strumento sofisticato di riflessione e comprensione del mondo reale.
L’universo creativo di Alan D’Amico si articola così in tre grandi macro-aree, che descrivono perfettamente la sua versatilità professionale. Da un lato troviamo il solido pilastro dell’animazione e del fumetto, caratterizzato dalle storiche collaborazioni per gli sfondi del cartone animato Winx, dal lavoro sui fumetti di Rat-Man e dalla sinergia attiva con il collettivo Blasteroid Bros. A questo si affianca il mondo dei giochi da tavolo e del modellismo, dove l’artista esprime la sua maestria nella scultura di miniature 3D e collabora con giganti del settore come Clementoni e Giochi Uniti, firmando anche progetti complessi e di attualità come il gioco geopolitico Status. Infine, l’ultimo tassello della sua carriera unisce la didattica all’industria del lusso: attraverso l’insegnamento del software ZBrush, Alan è riuscito a creare un ponte diretto con il settore dell’alta moda, applicando la modellazione tridimensionale a marchi di risonanza globale.
L’insegnamento e il legame con l’alta moda
Alan D’Amico, non a caso, conserva intatto lo spirito giocoso, curioso ed entusiasta di un bambino. I suoi occhi si illuminano letteralmente quando parla di fumetti e di disegno, ricordandoci la potenza di questo medium economico, accessibile e universale. Del resto, chi di noi non ha mai letto un fumetto, almeno una volta nella vita?
Questo entusiasmo travolgente lo spinge naturalmente a tramandare la sua passione e i suoi segreti alle nuove generazioni di artisti. Oggi insegna alla Scuola Internazionale di Comics nella sede di Reggio Emilia, all’interno del corso di Concept Art (la naturale evoluzione dell’illustrazione tradizionale). In questa disciplina, Alan guida gli studenti nel passaggio fondamentale dal disegno artistico su carta alla progettazione visiva professionale pensata per l’industria dell’intrattenimento di massa, come i videogiochi, il cinema e le serie TV.
Inoltre, tiene corsi di Digital Sculpting utilizzando ZBrush, il software standard del settore cinematografico e videoludico utilizzato per creare modelli tridimensionali ad altissima risoluzione. La sua maestria con questo programma e il prestigio della scuola gli hanno permesso di aprire porte inaspettate. Grazie a questa rete di contatti, Alan è riuscito a stipulare contratti di altissimo livello con il mondo dell’alta moda, collaborando attivamente ancora oggi con marchi di lusso famosi in tutto il globo per la progettazione digitale di accessori e texture complesse.
Il cinema su carta: The Shadow Planet
Tra le vette più alte della sua produzione fumettistica recente c’è The Shadow Planet, un volume autoconclusivo che ho avuto il personale piacere di ricevere e sfogliare. L’opera è stata definita all’unanimità dalla critica specializzata come un vero e proprio “film a fumetti” per la sua impostazione fortemente cinematografica, il ritmo serrato e l’impatto visivo delle tavole.
Il fumetto si presenta come un mix esplosivo e riuscitissimo di retro-fantascienza vintage e orrore cosmico di matrice lovecraftiana. Creato dal talentuoso collettivo artistico Blasteroid Bros, il volume vede Alan D’Amico nel ruolo cruciale di colorista. Il suo lavoro sulle luci, sulle ombre e sulle palette cromatiche acide e opprimenti è fondamentale per dare vita a quell’atmosfera soffocante, misteriosa e fantascientifica che avvolge il lettore dalla prima all’ultima pagina.
Alan D’Amico rappresenta l’esempio perfetto di come il talento, se coltivato con studio, versatilità e una buona dose di caparbietà, possa abbattere ogni barriera e trasformare le passioni dell’infanzia in una carriera poliedrica di respiro internazionale. Un vero artigiano moderno, capace di plasmare i sogni sia sulla carta che nello spazio digitale.
Ombretta Restelli

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