Guerre di pianerottolo | Ombretta Restelli

Guerre di pianerottolo | Ombretta Restelli

L’arte della guerra in condominio: cronache di una vicina allergica al mocio

Ma guarda un po’… con l’accento giusto, sia mai che la nostra amica decida di denunciarci pure per reati grammaticali, finalmente ti sei decisa a pulire le scale! Mamma mia, che espressione da rodimento di chiappe che avevi ieri pomeriggio. Un misto tra una flatulenza trattenuta durante un esame di Stato e la realizzazione tardiva di aver lasciato il gas acceso a Roma prima di trasferirsi qui. Ti sta proprio bene, così impari a prendere per i fondelli me e gli altri condomini. La signora comoda, l’aristocratica del pianerottolo prestata alla vita di provincia, quante pugnette per dover pulire una volta al mese due rampe di scale ed uno zerbino esterno! Parliamo di due rampe, non della Reggia di Versailles.
Lei pensa di essere la furba della via, la Machiavelli dei condomini minimi, ma non ha ancora capito che è l’essere intelligenti a fare la differenza. C’è una sottile ma gigantesca linea di demarcazione tra la furbizia spicciola di chi sposta lo zerbino di due centimetri per non spazzare e l’intelligenza strategica di chi capisce che, in una palazzina di quattro persone, se pesti i piedi a tutti, prima o poi rimani isolata. Lei si presenta al mondo con quel sorrisino fintissimo, una maschera di plastica che farebbe invidia alle peggiori televendite di creme antirughe degli anni novanta, quel falso perbenismo sottolineato costantemente dal fatto che viene dalla Capitale, cioè Roma. E allora?? Chi se ne frega, io vengo da Milano, quindi??? Vogliamo fare il derby delle tangenziali o la sfida culinaria tra la cacio e pepe e il risotto allo zafferano? Sentiamo, quale sarebbe il valore aggiunto dello status di romana fuorisede in un condominio di provincia? Forse che le sue ragnatele hanno una discendenza imperiale?
La cosa diventa esilarante quando mette in campo l’artiglieria pesante, dato che si vanta di avere un fratello poliziotto ed usa questo espediente per fare delle minacce velate. Ma vi immaginate la scena? Un agente della Polizia di Stato, con fior fior di crimini da risolvere, costretto a intervenire perché la sorella si rifiuta di passare il mocio sui gradini. Immagino già la volante a sirene spiegate che inchioda davanti al portone per sequestrare il secchio del Dixan. Non contenta di questo legame con le forze dell’ordine, lei si vanta anche di essere amica dell’ex vice sindaco del paese, una carica istituzionale talmente rilevante che probabilmente non dà diritto nemmeno a un tavolo riservato alla sagra della ranocchia. Lei si vanta di essere una persona a modo, rispettosa e soprattutto riservata. Bene, non è così, per niente! Tutto l’esatto contrario! Chi si loda si imbroda, e nel suo caso l’imbrodo ha ormai raggiunto i livelli di un minestrone lasciato sul fuoco per tre giorni consecutivi.
La signora in questione, per quanto riguarda l’essere discreta, forse dovrebbe prendere in mano il vocabolario della lingua italiana e leggere attentamente il significato della parola. Sì, perché oltre al fatto di sapere vita, morte e miracoli di quasi tutte le persone del quartiere, una roba che a confronto l’algoritmo di Zuckerberg sembra un dilettante alle prime armi, l’ho pure beccata ad origliare fuori dalla mia porta di casa!!!
Ebbene sì!!!
La scena è stata di un livello di comicità sublime: io che apro la porta all’improvviso e lei che tenta di dissimulare una posa da contorsionista, fingendo di controllare se l’intonaco del muro era di suo gradimento e, come se non bastasse, riporta a comodo suo tutto ciò che sente o vede, modificando la realtà con una fantasia degna di uno sceneggiatore di Hollywood, hai capito??!!!
Ad esempio, quando arriva la primavera e l’estate, mi occupo di mia spontanea volontà del mini giardinetto che abbiamo in comune, in quanto risiediamo in una piccola palazzina. Lo tengo pulito dalle erbacce, tolgo i parassiti, parlo persino con le piante per dare un tocco di armonia e lo annaffio nelle giornate più calde. È così carino ed è bello vedere tutti i fiori sbocciare, fanno colore, danno un senso di civiltà e di respiro in mezzo al cemento quotidiano. E lei che fa, colta da un travaso di bile vegetale e convinta di non essere vista dall’alto dei balconi, strappa i fiori e taglia con una rabbia sconsiderata i rami delle siepi, maneggiando le lame con lo stesso rancore di Edward Mani di Forbice in preda a una crisi di nervi; la parte migliore è che fa tutto questo facendosi prestare delle cesoie dal vicino e raccomandandosi di non dirmi nulla!!!
Un piano segreto perfetto, se non fosse che nel raggio di dieci metri ci sono finestre ovunque. Ma non finisce qui, perché la nostra eroina passa alla fase due: raccontando poi in giro l’esatto contrario! La vittima!!! La povera succube di vicini di pianerottolo feroci e dittatori, una martire del giardinaggio condominiale costretta a subire le angherie dei barbari del piano di sopra. Ma falla finita che sarebbe anche ora, l’Oscar come miglior attrice drammatica non te lo dà nessuno, al massimo ti diamo un premio di consolazione come miglior tosatrice di siepi abusiva del vicinato.
Queste sono solo alcune delle perle che combina regolarmente, possiamo anche definirle sciocchezzuole o dispetti da scuola elementare, ma potete immaginare cosa succede quando c’è la riunione condominiale… Lì il livello di ostruzionismo raggiunge vette che i partiti politici all’opposizione possono solo sognare. Piuttosto che essere accondiscendente con gli altri, in occasioni in cui pure l’amministratrice sostiene le nostre tesi con tanto di codici legali alla mano, lei manda tutto a puttane compresi i vari bonus edilizi, piuttosto che dire di sì! È disposta a veder crollare il palazzo, a vivere tra le crepe e con l’intonaco che cade a pezzi nei corridoi, pur di non darci la soddisfazione di approvare una delibera all’unanimità. L’importante è il no ideologico, il no come stile di vita.
Mi viene spontaneo dire che se tu hai una vita di merda, perché devi compromettere la nostra? Qual è il nesso causale tra le tue frustrazioni personali e la gestione dello scarico condominiale? Hai mai provato, una volta tanto, a metterti davanti allo specchio del bagno, tirarti due schiaffoni fatti per bene, di quelli che lasciano il segno delle dita sulle guance, e riprenderti??? Un bel reset terapeutico per riallineare i chakra e ricordarsi che il mondo non gira intorno al tuo risentimento. Come spesso si dice in Romagna, lei è la classica persona che non mangia per non consumare la carta igienica!!! Un livello di avarizia esistenziale ed emotiva che rasenta la patologia. La tipica persona che ti sorride con i denti bene in vista e, appena ti giri di spalle, ti pugnala con la precisione di un sicario professionista. Ma scusa, un consiglio spassionato e totalmente disinteressato: ma trovati un omarino fatto per bene?? Può darsi che un po’ di buon sesso, di quello fatto come si deve senza guardare l’orologio, ti sia d’aiuto per rilassare il sistema nervoso e farti guardare la pulizia delle scale con un occhio decisamente più benevolo e rilassato.
Allora lo sai di essere proprio una stronza e dalla parte del torto!!! Non ci sono giustificazioni filosofiche o sociologiche che tengano. Sei la classica tipa che si approfitta del buon senso, della disponibilità e della collaborazione delle altre persone. Sfrutti il fatto che la gente normale preferisce cedere pur di non iniziare una guerra termonucleare globale per una lampadina bruciata, e con il fatto che ti stressi a manetta, urlando e sfinendo il prossimo con discussioni infinite, conseguentemente trovi sempre qualcuno che le dice di sì e lei campa di rendita!!! Una strategia parassitaria basata sul logoramento psicologico altrui che ha funzionato per anni.
Ma ora le cose si sono capovolte mia cara, il vento è cambiato e i privilegi della casta del pianerottolo sono ufficialmente decaduti. Ti tocca anche a te, principessa sul pisello (magari, ti piacerebbe, visti i discorsi di prima sul bisogno di un omarino), pulire le scale! Le scuse sono finite, il tempo delle autocertificazioni mediche fasulle e dei viaggi improvvisi è terminato. Qui tutti lavoriamo dal mattino alla sera, tutti abbiamo i nostri acciacchi, i nostri dolori articolari e la nostra vita da mandare avanti con fatica. Carissima, mal comune mezzo gaudio, se giriamo il polverone lo giriamo tutte insieme senza eccezioni di nobiltà romana.
Non sei la proprietaria dell’immobile, sei un’inquilina esattamente come noi, quindi i diritti e i doveri sono uguali per tutti e vanno rispettati senza sconti terapeutici. Vorrei rammendarti perché la tua memoria è talmente bucata che ha bisogno di un bel lavoro di ago e filo che il mio proprietario di casa è un avvocato. Quindi, per dirla in dialetto stretto, se tè voja ad zòca zala, tradotto per i non autoctoni: se hai voglia di rompere le scatole e cercare il pelo nell’uovo giuridico, noi siamo prontissimi a darti battaglia su ogni singolo millesimo. Forse un bell’atto ufficiale con tanto di timbro dello studio legale ti rimetterà finalmente in carreggiata e ti farà ritrovare il senso dell’orientamento condominiale.
Non ti permettere mai più di origliare alla mia porta di casa, che poi ti viene la scoliosi a stare piegata a novanta gradi nei corridoi. Non ti permettere mai più di fare foto con il cellulare alle nostre finestre o ai nostri passaggi. Ti ricordo, nel caso in cui il tuo amico ex vice sindaco non te l’avesse accennato, che questa si chiama violazione della privacy ed è un comportamento passabile per denuncia penale. Segui questo consiglio da vicina di casa, non è assolutamente una minaccia, attenzione, ma un suggerimento fraterno mirato al bene per la tua e nostra tranquillità collettiva. Altrimenti, la prossima volta la faccenda si sposta direttamente in tribunale e te la vedrai con il proprietario di casa che, ci tengo a ribadirlo per rinfrescarti ulteriormente la memoria, tra l’altro è un avvocato con i controfiocchi.
Roba da matti, se ci pensi bene dal punto di vista antropologico. Siamo quattro donne sole a vivere in questa palazzina, quattro persone che condividono lo stesso tetto quotidiano. Senza la presenza di un uomo che farebbe comodo per quanto sia anche solo per svitare i tappi dei barattoli più duri o per fare la voce grossa quando c’è da spurgare i tombini, potremmo sostenerci a vicenda. Potremmo ritrovarci sul terrazzo come le amiche di Sex and the City a berci un caffè, a spettegolare sugli ex o a farci un aperitivo lungo con i calici alti il venerdì sera. Invece niente, regna il deserto umano. Neanche ti degni di salutarci quando ci si incontra sulle scale, passi dritta fissando il vuoto come se fossi l’unica sopravvissuta a un’apocalisse zombie… che tristezza infinita!!! La solidarietà femminile è morta in te, si è completamente estinta, e purtroppo non solo quella, visto che insieme alla solidarietà sembra essere evaporata anche la più basilare educazione civica.
Che vita triste che hai, tutta raggrincita e avvizzita come la tua espressione quotidiana da giorno del giudizio. Sembri un foglio di carta straccia accartocciata e gettato nell’angolo più buio del cestino dei rifiuti della storia condominiale, incapace di distendersi e di ritrovare un briciolo di dignità e di fluidità sociale.
P.s: non dimenticare, mentre rifletti su questa profonda analisi psicologica che ti ho appena regalato, che le pulizie del condominio le devi fare ancora per ben tre mesi consecutivi, signora dei miei stivali!!! Vedi di far brillare quegli scalini, mi raccomando.
Ombretta Restelli

CONTATTAMI



Telefono:

+39 347 4602944

Invia un messaggio

    I campi con asterisco * sono obbligatori





    *Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.