I miei occhi | Ombretta Restelli

I miei occhi | Ombretta Restelli

Una riflessione intima e profonda sulla forma della malinconia e su come le emozioni si materializzano sul viso. Quando gli occhi diventano specchio dell’anima.

I miei occhi sembrano liquidi.

Da un pò di tempo a questa parte, quando mi sveglio alla mattina, e tutto ricomincia da capo, vedo i miei occhi che sono colmi di ‘liquido’ trasparente…e sono spenti, come se fossero privi di riflessi, di luce.
Mi guardo allo specchio e li vedo, sembrano contenere un’infinità di lacrime senza lasciarne traboccare nemmeno una…
Nessun problema, nessuna malattia oculare ne fisica che si rifletta sugli occhi.
A questo punto credo che i miei occhi abbiano la consistenza, la forma, la fluidità della malinconia incarnata in questo fiume limpido, trasparente che io definisco ‘liquido’.
Mi viene spontaneo pensare che questo fluido che racchiude speranza, gioia, sogni, dolori, paure ed altre tantissime emozioni, non riesca a strabordare e scivolare via facilmente. Ci sono giorni in cui è talmente tanto che arriva a ricoprire l’intera iride ma rimane lì, come un muro imponente senza mai sgretolarsi.
Allora mi chiedo: è davvero questa la forma della malinconia?
E’ il suo modo di manifestarsi?
Cavolo… se fosse veramente così, sarei stupita di essere riuscita a vedere un’emozione materializzarsi e quasi spaventata al solo pensiero di percepire quanto c’è di malinconico dentro di me.
Io non so se questa è la conseguenza di ciò che ho passato nella vita oppure il sentore di qualcosa che sta per arrivare, fatto sta che i miei occhi si mostrano in tutta la loro fiera forma fluida.
Forse è per questo che si dice che gli occhi sono lo specchio dell’anima?
Non lo so, non lo so… ci sono tante cose ultimamente a cui non riesco a dare una risposta.
Questo muro trasparente compare poco dopo il mio risveglio e rimane tale fino al momento in cui chiudo gli occhi per addormentarmi, probabilmente è una conseguenza del mio cervello che, inconsciamente si mette in moto per elebarare le mie emozioni, forse è un impasse oppure un non voler vedere le cose come realmente sono, ehh chi lo sa!
E’ sorprendente anche il fatto che non serve piangere, ho provato ma alla fine i miei occhi ritornano ad assumere lo stato liquido.
Non so cosa potrà succedere, non so cosa dovrei fare, per riportarli alla loro forma naturale, per meglio dire originale, magari rimarranno così per il resto dei miei giorni…
A volte cerco di trovare delle risposte al di fuori, altre invece, dentro di me senza ottenere nessuna risposta, cerco di non pensarci, ma il mio specchio è sempre lì che riflette questa mia nuova immagine, come un giudice imparziale.
Forse, dopotutto, quel liquido non è un nemico. Ho sempre pensato alle lacrime come a qualcosa che deve per forza cadere per liberare il cuore, un canale di sfogo che pulisce e se ne va. Ma questo velo lucido che rimane fermo, che accoglie tutto senza traboccare, forse non è un limite: è una custodia. È il modo in cui la mia anima vuole custodire tutto ciò che ha vissuto, stipandolo in uno scrigno trasparente per non farlo andare perduto?
Mi accorgo che guardare il mondo attraverso questo filtro cambia i contorni delle cose. La realtà si fa meno spigolosa, più sfumata. C’è una strana, dolorosa bellezza in questa liquidità immobile. È come se fossi costretta a guardare dentro me stessa prima ancora di poter guardare fuori.
Forse non devo cercare una cura o una risposta a tutti i costi. Forse questo stato liquido è solo una transizione, un inverno dell’anima che aspetta il suo tempo per sciogliersi. E finché quel muro trasparente deciderà di restare lì, cercherò di non considerarlo più come un blocco, ma come una tregua. Una fiera, silenziosa resistenza al caos del mondo che ricomincia ogni mattina.
Ombretta Restelli

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