IPOCRISA | Ombretta Restelli
Cosa succede quando un legame si scontra con il perbenismo? Una riflessione sulla psicologia delle relazioni che smaschera l’ipocrisia sociale e il conformismo borghese di chi vive di sole apparenze.
A volte capita di ripensare e, guarda un pò, ancora mi girano le scatole… nonostante sia passato tanto tempo e di questa persona non me ne frega più una beata cippa ma…
Ahh ma allora bastava dirlo, no??? Ehh la domanda mi viene spontanea, perdonami…
Sbaglio o eri proprio tu quello che mi diceva che aveva paura di farsi un tatuaggio? Ho fatto un passo indietro cercando di ricordare ciò che mi dicevi, o perlomeno ho scavato nella mia memoria se per caso ricordavo male o avessi frainteso qualche parola; ma in questo caso la mia memoria è straordinaria. Quello che ha sempre mentito sei stato tu, dalle cose più importanti nei miei riguardi alle cose più futili come in questo caso.
La tua famiglia, mi aveva giudicata una persona poco seria, nonostante mi conoscesse, nonostante la tua parentela sia stata a casa mia e abbia avuto modo di vedere come e dove vivo. Ma non è bastato evidentemente: sono stata messa alla gogna, udite udite, perché ho la passione della scrittura ed è considerata cosa di scarso peso.
È incredibile come funzioni il pregiudizio sociale: se scrivi, se cerchi di esprimere la tua anima e di usare l’intelletto in modo creativo, per una certa mentalità ristretta non stai facendo nulla di concreto. C’è questo viscido preconcetto culturale secondo cui la creatività e la letteratura siano passatempi inutili o segni di instabilità, robetta di scarso peso rispetto ai canoni tradizionali. E teniamo presente che io lavoravo e lavoro anche tuttora, comunque…
Ciò che più mi fa incazzare, a monte di tutto, sta nel fatto che non hai mai preso le mie difese, anzi hai rincarato la dose gettando fango, per non usare un altro termine, su di me per coprire le tue cazzate che all’età di quarant’anni ancora continui a fare e dire!!! Ti sei piegato pur di non sfidare il giudizio del tuo clan, preferendo sacrificare la mia dignità sull’altare del loro perbenismo.
E se tutto questo, e molto altro che hai combinato, non bastasse a farmi girare le palle, che succede?
Accade che ieri ho avuto la “fortuna”, la “gioia”, di vedere una foto sui social condivisa da un’amica che abbiamo in comune (ti ricordo che ancora mi tieni bloccata sui social e sul cellulare da ben oltre dieci anni ma è molto meglio così), ma io so il motivo: sei un gran codardo e fifonee, prima o poi capiterà l’occasione di dirtelo in faccia!
Il post riguardava un tatuaggio e un piercing.
Premetto che a me piacciono tantissimo, io stessa ne ho diversi e poi sei sempre stato libero di fare tutto quello che ti passava per la capoccia!
Ma vuoi spiegarmi dove cazzarola sta la differenza? Qui emerge tutta la mostruosa ipocrisia sociale di cui sei intriso. Le azioni non hanno un valore in sé per te, ma cambiano significato a seconda di con chi le fai e di come appaiono all’esterno.
Ognuno di noi nella vita può cambiare idea ci mancherebbe ma se non erro tu non hai mai voluto farti tatuare, per caso era troppa la paura di essere considerato un buono a nulla dalla tua famiglia? Avevi il terrore di essere paragonato a me??!!! Peccato, sono una gran bella persona! Invece con la tua amica no! Lei no, scusami, hai ragione! Lei ha un lavoro presso un istituto bancario, ha una casa intestata, ha un figlio…
Ecco il perfetto ritratto del conformismo borghese delle apparenze. Un’esistenza misurata esclusivamente sui simboli del benessere materiale e dello status: il posto in banca, il mattone di proprietà, la facciata rassicurante della famiglia istituzionale. Per te e il tuo ambiente, il rispetto non si deve all’essere umano per la sua integrità o per la sua anima, ma ai titoli di possesso. Io invece faccio diversi lavori per pagarmi l’affitto e non ho figli… Quindi, secondo questa logica distorta e superficiale, non sono degna di rispetto e, conseguentemente, sono meritevole di bassa considerazione!!!
Se non rientri nelle caselle prestabilite della sicurezza economica, vieni etichettata come un elemento fuori sistema, quasi una minaccia al decoro borghese.
Bravo!!
Sai che c’è? C’è che mi fai proprio pena! Mi fai venire il voltastomaco, ripeto non per ciò che hai fatto ma per tutto ciò che non hai mai fatto nei miei confronti e soprattutto nei riguardi della tua vita!
Questo camaleontismo sociale, questo cambiare pelle pur di compiacere il pubblico e di essere accettato in un ambiente che ti vuole omologato, mostra solo una profonda codardia.
Sai, il tattoo che ti sei fatto ti rappresenta tantissimo, è un disegno infantile e ti rispecchia in pieno! Sei come una medaglia coniata male che, da un lato, mostra il tuo essere bimbesco e non c’è nulla di male per carità, mentre dall’altro rivela il lato bugiardo, spietato e diabolico!!!
Un vuoto a perdere mascherato da stabilità.
Double face, it’s no good!!
Ombretta Restelli
