La forza di un guerriero contro la malattia
La lotta contro la malattia e il valore del tempo insieme.
È proprio vero che gli occhi sono lo specchio dell’anima. Se riflesso in un vetro trasparente potessi vedere il mio sguardo in questo preciso momento, credo che vorrei solo averli chiusi. Vorrei spegnere i pensieri, anche solo per un istante, e fermare questo flusso continuo di immagini e timori che mi scorre nella mente.
Finalmente domani ti vedo. Ho già pianificato tutto nei minimi dettagli: passerò a prendere dei dolcini in pasticceria, di quelli buoni che piacciono a tutti, così da portarli a casa tua. Immagino già il momento in cui ci siederemo insieme alla tua famiglia, un piccolo rito di normalità per condividere qualcosa di dolce e goderci quel momento fino all’ultimo boccone.
Sono felice, sai Ce… Davvero felice all’idea di riabbracciarti. Eppure, insieme alla gioia, c’è un rumore di fondo che non mi abbandona. Ultimamente sei diventato il mio chiodo fisso. Non esiste un solo giorno in cui io non ti pensi, un solo momento in cui la mia mente non torni a quella telefonata di tua moglie Tania. Da quel pomeriggio, tutto è cambiato.
Purtroppo la notizia che mi ha dato non è stata bella. Definirla non bella è un eufemismo che usa la mente per proteggersi dal dolore. Ma, come sappiamo bene, per un motivo o per l’altro la vita non fa sconti a nessuno. Ti mette davanti al conto quando meno te lo aspetti, senza preavviso. Sono “cose” che si sentono dire spesso, vicende che sulla carta possono succedere a chiunque. Ma la verità è che non sei mai davvero pronto. Un conto è parlarne in astratto, un altro è quando queste situazioni ti toccano da vicino. Tutto cambia quando colpiscono una persona con cui hai un legame profondo, forte, radicato negli anni.
Mi emoziona tantissimo l’idea di rivederti di persona dopo tutto questo tempo. Ma, se devo essere del tutto onesta con me stessa, nel contempo ho una paura fottuta. Ho il timore costante che tu possa leggere dentro i miei occhi. Temo che ti basti uno sguardo per capire quanto io possa sentirmi fragile e disarmata di fronte a tutto ciò. Tu, al contrario, sei un guerriero. Sei forte, anzi fortissimo, al punto da riuscire a ribaltare i ruoli e a incoraggiare tutti noi che ti stiamo intorno.
Sono stra convinta di una cosa: se tutti quanti noi che ti abbiamo conosciuto e che ti amiamo potessimo dividerci questo tuo peso, lo faremmo all’istante. Se potessimo prendere un briciolo di questo tuo dolore fisico, e non solo, per alleggerirti la schiena, lo faremmo più che volentieri. Come ti dicevo l’altra volta in una delle nostre lunghe chiacchierate al telefono, la parte più grande e difficile devi affrontarla tu. Questo è il pezzo di strada che ti tocca fare da solo. Ma noi siamo e saremo qui a sostenerti, in tutti i modi possibili, immaginabili ed oltre. Non sarai mai isolato in questa battaglia.
Sei una persona speciale Ce, di quelle che lasciano il segno perché affrontano la vita sempre col sorriso e con un ottimismo contagioso. Già mi immagino la scena di domani: ti vedo iniziare a fare un po’ il pirla, come si dice a Milano, per smorzare la tensione. So già che rideremo, e quel pensiero mi scalda il cuore.
Spero vivamente che le mie emozioni e le mille preoccupazioni che mi frullano in testa non abbiano la meglio su di me domani. Non voglio farmi vedere da te, triste, pensierosa o dispiaciuta per questa nuova sfida che la vita ti ha voluto dare. Anche se la questione non è tra le più semplici, sono e resto speranzosa e fiduciosa nel futuro.
L’altro giorno, quando ci siamo sentiti per telefono, faticavi a parlare. Ti si spezzava il fiato a metà frase. Le cure e la chemio stanno facendo il loro effetto, ma si fanno anche sentire pesantemente sul corpo. In quel momento mi hai detto una frase che mi ha lasciato completamente senza parole, un colpo nello stomaco: “Sai Ombre, sono arrivato a cinquant’anni, ma pensavo di arrivarci un pochino meglio…
Malgrado il gelo che ho provato, ti ho risposto subito con una battuta per farti sorridere. Volevo solo strapparti una risata. Ma dentro di me, in quel preciso istante, è sceso un silenzio totale. Un vuoto così profondo che se fossi stata l’unica persona rimasta sulla Terra, ci sarebbe stato più rumore. Il mio cuore è sobbalzato. La mia mente cercava disperatamente qualcosa di bello e incoraggiante da dirti. Fortunatamente sono riuscita al volo a sdrammatizzare un attimino, salvando l’atmosfera.
Pensavo di essere più forte, sai? Ma quando entra in ballo l’emotività profonda, come in questo caso, diventa tutto maledettamente difficile. Domani cercherò di indossare la mia maschera migliore. Non lo farò per mentirti, ma per cercare di alleggerirti il peso del momento. So bene che, malgrado tutto, tu sei in pensiero per me. Guarda un po’ che tipo che sei! Ditemi voi se questo non è un vero guerriero.
Allora Ce, i patti sono rimasti quelli. Ci vediamo domani verso mezzogiorno. Ti aspetto con il sorriso più grande che ho.
Ombretta Restelli
