Chiamamicittà intervista la scrittrice Ombretta Restelli

Chiamamicittà intervista la scrittrice Ombretta Restelli

L’Humus Culturale delle persone”: la raccolta di biografie firmate Ombretta Restelli

Ne ha scritte più di 100, ma in questo volume ne ha inserite una quarantina: “Il piacere di raccontare l’anima del territorio”

Raccontare la vita delle persone. È quello che sta facendo, ormai da diversi anni, la giornalista e scrittrice Ombretta Restelli, milanese di nascita ma cattolichina d’adozione.  Molto più che una biografa, un’”artigiana del racconto” che riesce ad esprimere con parole semplici e al tempo stesso ricercate l’essenza delle persone attraverso le loro espressioni artistiche. Ad oggi, ne ha scritte più di 100, la prima antologia di diversi ritratti è stata raccolta in un libro dal titolo emblematico: “Humus Culturale ‘Trend e sottoculture indipendenti”, edito con il contributo di Riviera Banca.

Restelli, perché ha voluto scrivere questo libro?

“Tutto è nato dalla curiosità di scoprire cosa accade davvero, artisticamente parlando, nelle città che vivo ogni giorno: partendo da Cattolica per arrivare a Rimini, passando per Gabicce, Gradara e Riccione; considero la Romagna un laboratorio creativo a cielo aperto. Humus Culturale, progetto realizzato con il sostegno di Riviera Banca, è il mio secondo libro, ma è il primo in cui ho scelto di raccontare gli artisti del territorio romagnolo. Segue, infatti, il mio esordio con Ki-sha, un’opera legata alla filosofia buddista che spiega come trovare l’equilibrio nelle esperienze quotidiane.

Che significato ha il titolo di quest’opera?

“Richiama il legame profondo che l’arte ha con il territorio. L’Humus è lo strato più vitale del suolo, quello che ‘muove e smuove’ tutto il resto, ma che paradossalmente è quello che vediamo di meno. Con quest’opera invito a un viaggio emozionale sotto la superficie: voglio che il pubblico senta il battito di questa creatività sotterranea. È un omaggio a tutto ciò che sta ‘sotto’, non perché sia invisibile o inferiore, ma perché è la base fondamentale di ogni fioritura culturale, senza questo strato fertile, nulla potrebbe crescere in superficie”.

Quante biografie contiene questo volume?

“E’ una raccolta di 41 biografie di personaggi che hanno costruito l’identità artistica locale e continuano a plasmare il presente: pittori, cantautori, musicisti, illustratori, creativi, writer, band (musica rock, punk, funky-soul), dj, etichette discografiche indipendenti ed alcuni locali famosi sul territorio”.

Quanto è difficile scrivere biografie?

“Quando ami il tuo lavoro sei già a metà dell’opera ma la cosa più impegnativa è ciò che precede la biografia, ovvero l’intervista. Attraverso le mie domande cerco di far emergere non solo l’aspetto artistico ma anche il lato umano. Entrare nella vita di una persona non è mai cosa facile, bisogna essere meritevoli di fiducia, saper ascoltare, percepire lo stato emotivo e tradurlo poi nella scrittura ed avere la massima riservatezza. Devo dire che io sono stata fortunata ad averli intervistati; perciò, ringrazio tutti gli artisti presenti nel mio libro e presenti sul mio sito: ombrettarestelli.it”.

Qual è l’obiettivo di Humus culturale?

“Semplicemente, creare un ecosistema di visibilità. Oggi viviamo in un mondo di algoritmi, realtà virtuali e mainstream, e spesso accade che i veri talenti rimangono nell’ombra. Ecco, con Humus Culturale voglio rovesciare questa prospettiva: non è solo una mappatura, è un progetto per dare voce a chi produce bellezza e innovazione lontano dai riflettori. Credo fermamente che in queste sottoculture indipendenti, in questo Humus sotterraneo, possano germogliare idee destinate a influenzare il futuro”.

Ha altri progetti editoriali nel cassetto?

“Assolutamente sì. Da un lato sto chiudendo il secondo capitolo di Humus Culturale, un lavoro di ricerca che sento necessario per completare il quadro iniziato con il primo volume. Dall’altro, sto esplorando una dimensione più narrativa con la stesura di un romanzo, ma per ora preferisco non svelarne la trama”.

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