Riflessioni sulla vita e solitudine notturna: perchè non siamo mai davvero soli

Riflessioni sulla vita e solitudine notturna: perchè non siamo mai davvero soli

La notte, il buio, il silenzio.

Molti la chiamano solitudine, ma per chi ama scrivere o semplicemente pensare, è spesso una solitudine creativa, un momento sospeso in cui il rumore del mondo si spegne per lasciare spazio alla voce interiore.

Eppure, in questo vuoto apparente, c’è un pensiero che mi dà pace: l’idea che, in questo esatto momento, in ogni altro angolo del mondo stia accadendo l’esatto contrario. Queste mie riflessioni sulla vita nascono proprio da qui, dalla consapevolezza di essere parte di un immenso ingranaggio che non si ferma mai.

Oltre l’orizzonte del mio fuso orario, la vita esplode in mille direzioni. C’è chi sta preparando la tavola per una festa e chi, invece, fissa una tazzina di caffè vuota cercando il coraggio per iniziare la giornata. Penso a quei volti che non conoscerò mai, intenti a compiere gesti banali o straordinari, mentre io resto qui a contare i battiti di questo silenzio che, improvvisamente non sembra così vuoto.

C’è chi ride di gusto tra amici e chi si trascina fuori dal letto con gli occhi ancora pesanti di sonno; c’è chi ha appena finito di pranzare in una terra assolata e chi conta i giorni dietro le sbarre di una cella, mentre migliaia di altre anime respirano la libertà di sempre.

Ci sono i neonati, che spalancano gli occhi sul primo atto del loro viaggio, e ci sono individui che, proprioora,  chiudono le parpebre e lasciano calare il sipario su quell’opera immensa chiamata Vita.
Siamo milioni di essere umani in un movimento frenetico. Luci che pulsano come in un gigantesco Luna Park planetario. Melodie sussurrate che lottano contro il frastuono più caotico.

I miei pensieri notturni corrono a chi è ‘spiaggiato’ nel relax di un’isola esotica e a chi, non smette di rincorrere le lancette dell’orologio, schiavo di una frenesia che non conosce tregua. Vedo parole, azioni, un’eterno andirivieni… e poi la calma piatta, l’inerzia, il peso di una malinconia che a volte assomiglia alla depressione.
Vedo coppie che si stringono forte, altre che si urlano contro o maledicono il momento in cui i loro sguardi si sono incrociati. C’è chi affida i sogni a un algoritmo online e chi si lascia guidare dal destino, dal fato o dal puro istinto, senza mai aver sentito parlare di codici morse o intelligenze artificiali.

Si mangia, si beve, si vince o si perde. Si piange e si ride fortissimo.
E’ questa la vita? O è solo il riflesso della mia?
Spesso mi chiedo se queste visioni siano reali o se siano solo proiezioni della mia mente che cerca di dare un senso al vuoto della stanza. Ma la verità è che il buio non è assenza, è un contenitore. Contiene tutto ciò che nel giorno, nella fretta, non riusciamo a vedere.

Forse è solo una questione di emisferi, di rotazione terrestre o di fusi orari. Ma so per certo che immaginare questo immenso mosaico, ogni singola cosa che accade, dalla più minuscola alla più sconvolgente, mi aiuta. Ogni notte, nel buio, nel silenzio, questa connessione invisibile, mi fa sentire un pò meno sola.

Forse anche tu, come me, cerchi in queste parole la conferma che il tuo silenzio è, in realtà, condiviso da migliaia di altri cuori.

Ombretta Restelli.

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